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Linee e Forme

LA MOSTRA
La fotografia di paesaggio può apparire semplice, ma in realtà nasconde una grande complessità: certamente rappresenta ciò che esiste davanti ai nostri occhi, ma allo stesso tempo lo travalica, diventa racconto, evocazione di ricordi, sensazioni, sentimenti. L’immagine del visibile suggerisce l’invisibile, lo sguardo non è limitato dai margini dell’inquadratura, ma l’immaginazione e la memoria lo accompagnano oltre. In questa presentazione, le Linee e Forme costituiscono il filo conduttore che quattro fotografi ravennati hanno seguito per raccontare il territorio. Ciascuno di essi si muove tra le geometrie del paesaggio seguendo un personale punto di vista e mostrando (per citare il sottotitolo) Cervia, la Romagna e altri paesaggi secondo nuove prospettive. Le loro fotografie si fregiano dell’onore di essere esposte accanto ad immagini del Maestro Franco Fontana, noto fotografo contemporaneo di fama internazionale che ha fatto del paesaggio uno dei suoi temi più rilevanti. Nessuno meglio di lui, che ha dedicato tanta parte del suo lavoro alla ricerca delle linee e dei colori, potrebbe rappresentare il concetto di questa mostra. Autore tra i maggiori del Novecento, ma ancora attivo negli anni 2000 quando pubblica alcuni tra i suoi lavori più interessanti, Fontana offre al nostro sguardo una finestra sul paesaggio naturale e urbano dagli anni sessanta ad oggi. Le sue inquadrature ritagliano tasselli di realtà, eleggono il particolare lasciando all’osservatore la libertà di immaginare il tutto. Il suo obiettivo si sofferma su situazioni che ai più sfuggirebbero, e le astrae caricandole di bellezza e significato, per poi regalarle generosamente a noi, distratti e disattenti nella frenesia delle nostre vite. Negli scatti di Fontana luci, ombre e colori disegnano opere d’arte che solo un artista può rivelare.

La cornice che ospita le immagini è quella di Cervia, conosciuta in tutto il mondo per il suo sale dolce, per il mare, la pineta, le zone umide, i caratteristici capanni da pesca: qui si coltiva la sapiente fusione tra tradizione e innovazione.
Cervia costituisce l’origine del nostro percorso nel paesaggio italiano. Mare, pianura, valle: le linee tracciate da questi luoghi sono orizzontali. Eppure Vincenzo Pioggia con l’uso sapiente del grandangolo esplora nuove dimensioni, proponendo l’inattesa verticalità delle sue montagne. Montagne di sale, l’oro bianco che rende Cervia celebre nel mondo, merce pregiatissima dalla lunga storia. Citando lo stesso Pioggia, le “saline che da sempre hanno modellato le coste dell’alto Adriatico” si offrono allo sguardo in un’insolita prospettiva.
Luigi Tazzari propone immagini estemporanee del territorio vallivo, in cui ricorrono acqua, terra e cielo, ora come soggetto stesso dell’immagine, ora quale cornice a pontili, capanni, fauna. La placida tranquillità delle forme, sempre uguali a sé stesse, ora come decenni orsono, rende le scene estranee alla collocazione temporale, in equilibrio tra presente e passato.

Con Fabrizio Zani usciamo dallo stereotipo del paesaggio sereno e rassicurante, siamo trascinati di fronte a quelle che lo stesso fotografo definisce in senso letterale “Nature Morte”: le linee sono disegnate dai resti scheletriti della Pineta di Dante dopo che il disastroso incendio di cinque anni fa ne distrusse oltre la metà, la vita svanita in un soffio di fuoco. Certo vincerà nuovamente la natura, con il tempo giovani pini prenderanno il sopravvento sui tronchi anneriti, ma le ferite svelate dall’obbiettivo di Zani, l’impatto di questa testimonianza fotografica, la drammaticità della morte sottolineata efficacemente dalla scelta di una luce cupa, resteranno come monito a testimonianza dell’importanza della salvaguardia.

Poi ci sono io, Mirco Villa, nella doppia veste di curatore della mostra e di fotografo espositore. In quest’ultimo ruolo ho voluto suggerire un diverso punto di vista su luoghi quotidianamente frequentati come le nostre campagne, le colline. Prendendo le distanze, librandosi sull’orizzonte, ecco rivelarsi disegni nascosti, ombre, colori e geometrie.
In qualità di curatore mi è piaciuto accostare stili fotografici assolutamente personali, e differenti approcci alla rappresentazione del paesaggio. Secondo la propria sensibilità, ciascun visitatore entrerà in sintonia maggiormente con uno o con l’altro autore, ma spero che l’intera galleria di immagini costituisca uno stimolo a ripensare il nostro modo di osservare ciò che ci circonda.
Questa pubblicazione raccoglie alcune tra le immagini presentate in mostra, e un breve testo di introduzione con il quale ciascuno degli espositori presenta sé stesso, le proprie immagini e il proprio lavoro.

Mirco Villa

Mappa della mostra

I FOTOGRAFI

FRANCO FONTANA

VINCENZO PIOGGIA

LUIGI TAZZARI

MIRCO VILLA

FABRIZIO ZANI

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